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Guest
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Post di Guest
I libri che insegnano a vincere a Poker
30 mar
La letteratura sul poker sta avendo sempre più grande successo tanto che oramai tutti i libri inglesi vengono tradotti in italiano. Abbiamo quindi preso in rassegna alcuni libri di maggior successo
La letteratura sul poker è quindi ormai tanto ricca è variegata che non è difficile trovare testi in grado di spiegare come migliorare le proprie capacità di gioco. Occorre però sottolineare come come studiare il poker sia cosa ben diversa con la pratica e le emozioni che derivano dal gioco del poker. Pertanto per imparare il consiglio migliore è di affiancare la lettura alla pratica: anche dopo 10 libri sul poker non potrete considerarvi esperti del gioco.
Molti dei libri in circolazione sono stati scritti proprio dai migliori poker pro del mondo e pertanto la lettura dei libri sul poker può risultare davvero istruttiva.
Grazie al crescente interesse per il poker in Italia trovare traduzioni di questi libri oggi non è più difficile come qualche anno fa. Ce ne sono per tutti i gusti: il manuale base per cominciare a giocare a poker e capire le regole oppure libri di alto livello, per esperti del gioco, con le tattiche e le strategie dei poker pro che hanno valso loro la vittoria di prestigiosi braccialetti.
Tra i libri che non dovrebbero mancare nella libreria del giocatore di poker immancabile, senza dubbio è La Teoria del Poker dell’americano David Sklansky, uno dei maggiori rappresentanti del poker sportivo, il libro spiega in maniera molto chiara come mettere in pratica la teoria del poker con capitoli tematici riguardanti il gioco del poker e le sue varianti. Si parla della posizione al tavolo, il bluff, strategie come lo slowplay e tante altre cose che ogni giocatore dovrebbe conoscere. David Sklansky, durante la sua carriera, ha vinto tre braccialetti alle WSOP, il campionato di poker più prestigioso del mondo.
Oltre alla Bibbia del Poker scritta da Sklasnsy, ci sono altri libri validi come “Small Stakes Holdem: Winning Big with Expert Play” e “7-Card Stud: 42 Lessons How to Win at Medium & Lower Limits”. Si tratta di libri adatti ai neofiti del poker curato sempre dal campione David Sklansky insieme a Ed Miller e Mason Malmuth, professionisti anche loro del settore.
Questi due libri vi permettono di acquisire tutte le conoscenze basilari del poker e della variante più popolare Texas Hold’em. Il secondo è dedicato interamente a una variante di poker meno popolare, il 7 Card Stud, ma non per questo meno divertante. Molto utile la sezione riguardante i tornei Stud.
Ma non ci sono solo autori americani tra gli autori dei libri sul poker, merita una lettura il libro italiano dedicato al 7 Card Stud scritto da Antonio Cerruti e Giulio Ravagni dal titolo “Seven Card Stud – Low Limit”. Sempre Made in italy è il libro la Filosofia del Poker scritto da Fabrizio Mercantini. In realtà la letteratura sul poker è molto più vasta e ricca sopratutto di testi in lingua inglese. Molto utili sono anche le riviste specializzate, presenti ormai anche in Italia che non solo discutono di strategie del poker ma anche di novità provenienti dal mondo del poker live e online.
Brand Strategy
12 gen
Ho chiesto a Valentina Re Sartò di analizzare la Brand Strategy dei concessionari italiani, di seguito il suo post
Il successo delle poker room in Italia continua a crescere. Quanto è importante il valore del brand in un mercato come questo? Molto. Anzi, moltissimo. Nel caso delle poker room infatti, il brand non identifica un prodotto con caratteristiche tangibili, ma un’esperienza di gioco che viene proposta all’utente. E proprio a causa dell’intangibilità dell’esperienza di gioco, è fondamentale per gli operatori di poker on line definire una brand strategy chiara e vincente per differenziarsi dai competitors e aumentare la propria brand awareness presso gli utenti.
Senza addentrarci in un’analisi completa della brand strategy di tutte le poker room in Italia, vorrei fare alcune considerazioni sulle strategie di comunicazione intraprese da alcuni operatori.
E’ da notare come realtà quali BetClic e Bwin abbiano una brand identity fortemente legata al mondo delle scommesse sportive e come il poker assuma una posizione secondaria nella strategia di comunicazione.
Hanno invece una brand identity fortemente legata al poker altri operatori, tra cui Pokerstars e PartyPoker, seppur con un posizionamento e una brand strategy molto diverse. Il legame del brand con il poker si riscontra da subito nell’identità visiva del marchio: in entrambi i brand name è infatti presente la parola “poker” accompagnata da un brand mark che rimanda chiaramente al gioco del poker (nel caso di Pokerstars il simbolo picche delle carte da gioco e in PartyPoker di una fiche). Analizzando altri elementi di comunicazione possiamo vedere però come il posizionamento dei due brand sia differente: nel caso di PokerStars il lettering è fine ed elegante e la scelta del colore nero che domina nel sito web genera immediatamente una percezione di unicità, esclusività ed eleganza. Questi valori sono rafforzati dalla tagline “Trova la PokerStar che è in te” che, associata all’immagine di campioni dello sport, suggerisce un’immagine del poker come competizione sportiva di alto livello e si rivolge a un target di giocatori certamente non alle prime armi, focalizzandosi più sull’individualità del giocatore nel poker e sull’ambizione di essere il numero uno. Questo messaggio è enfatizzato molto anche dagli spot tv con campioni dello sport che giocano una partita a poker con l’adrenalina e l’eccitazione di un competizione sportiva.
Completamente diverso il posizionamento di PartyPoker, in cui tutti gli elementi del brand ci rimandano ad un concetto del gioco del poker come divertimento, allegria e socialità: la parola “party” all’interno del brand name ci rimanda ad un concetto del poker come divertimento e socialità, il lettering è allegro e vivace, i colori dominanti sul sito web sono il verde, che rimanda al tavolo da gioco, e il giallo, che trasmette vivacità e allegria, la tagline “Love to win” suggerisce un’idea di competizione sana e divertente. A differenza di PokerStars, PartyPoker si rivolge ad un target di giocatori principianti, mettendo a disposizione la Party Academy, una “scuola di poker” con una grafica divertente e un software di gioco semplice e intuitivo. Anche lo spot tv con due “polli da spennare” come protagonisti, resta coerente con il tono umoristico del brand.
Se a volte le scelte di posizionamento si rivelano opposte, molte poker room sono invece accomunate da una stessa strategia: l’utilizzo di personaggi del mondo dello sport professionistico come testimonial. Un sorridente Arrigo Sacchi afferma di avere “scoperto il piacere di giocare a poker” con BetClic, il tennista Boris Becker gira spot per Pokerstars (insieme ad altre stelle dello sport), mentre il pilota di F1 Fisichella è il nuovo volto di PartyPoker. I testimonial garantiscono affidabilità e credibilità al brand e veicolano il concetto del poker come attività sportiva attraverso l’associazione con i valori legati agli altri sport (es. competizione, impegno, passione, astuzia,…).
Sempre più poker room, inoltre, affiancano ai personaggi dello sport i volti di giocatori di poker professionisti: Luca Pagano e Dario Minieri per Pokerstars; Isabelle Mercier, prima testimonial di PokerStars, è da dicembre volto di BetClic; l’”Italian Pirate” Max Pescatori per GiocoDigitale e Dario Alioto per Sisal Poker.
Particolarmente interessante il contest lanciato sul sito della rinnovata poker room 4A The Poker Suite che cerca 4 testimonial che verranno scelti tra i giocatori, che entreranno a far parte del suo Team Pro e potranno diventare dei veri professionisti del poker.
Nessun testimonial invece per Bwin, già punto di riferimento per le scommesse sportive e brand con un’identità forte grazie alle partnership con grandi squadre di calcio e MotoGP, e VirginPoker che porta con sé la brand identity del noto marchio di Richard Branson e si differenzia rispetto agli altri player del settore grazie all’unicità dei montepremi in stile Virgin come viaggi, biglietti per i concerti promossi da Virgin Radio o iscrizioni annuali ai villaggi fitness Virgin Active.
Nel 2010 molte poker room straniere cercheranno di entrare nel mercato del gioco online italiano. Sarà interessante osservare quali saranno le strategie di posizionamento e di comunicazione che questi operatori metteranno in campo e cosa faranno le poker room italiane per sopravvivere.
Valentina Re Sartò