Un post nato da una email del mio Spam ha fatto nascere una interessante discussione in cui è intervenuto prima Nazzareno Gorni e da ultimo Marco Bojenti, Performance Advertising Manager di Giochi24.it, operatore involontariamente chiamato in causa da un affiliato DEM. Di seguito al post l’intervento di Marco.

Il successo di ogni iniziativa di marketing è sicuramente legato ad una serie di fattori che ne influenzano direttamente il ROI. Palando di Direct Email Marketing un elemento fondamentale per il successo dell’iniziativa è legato al tipo di messaggio ed ai suoi contenuti, può capitare quindi che alcune parole o frasi possano essere interpretate come Spam dai sistemi di posta elettronica. A tal proposito può essere che il soggetto della mail arrivata da Giochi24 sia stato letto come Spam da Gmail?

Decisamente d’accordo con Nazaremo, pratiche DEM come queste sono decisamente worst practices. Una tattica di brevissimo periodo, peraltro inefficace e carente di competenza, che non tiene conto dei risultati negativi sia sull’effettivo sender come anche sull’azienda oggetto –e finto mittente agli occhi dell’utente medio- della comunicazione.
L’utente che vedrà la tal azienda nella propria casella di SPAM, si porrà verosimilmente qualche domanda come anche evidentemente anche qualche perplessità sulla validità delle comunicazioni che questa azienda –suo malgrado- sembra  rilasciare.  Inoltre, il fatto che l’azienda X sia riconosciuta come SPAM, assume maggiore rilevanza negativa, quando questa ha a che fare con dei temi legati alla sicurezza del denaro depositato dai propri –già o potenziali- clienti.
Si pensi ad esempio a quanto sarebbe lesivo per l’immagine –per es.- di una piccola banca online, con una brand awarness non molto elevata, che le sue comunicazioni risultassero come mail di SPAM. Un cliente potenziale sceglierebbe mai una banca di questo tipo? Chi depositerebbe dei soldi in una banca il cui nome, nella casella di SPAM, appare tra “allargamento del pene” e “pillole viagra”?
In conclusione affiliati DEM che eseguono invii massivi con tali e tanti errori di calcolo e valutazione, dovrebbero avere la sufficiente competenza per prevedere se sia controproducente (dapprima per loro stessi, come mancate commissioni, come anche per l’azienda o il prodotto oggetto della comunicazione) eseguire un invio con queste caratteristiche.
Sarebbe auspicabile che sul web ci fossero meno improvvisati spinti solo dalle opportunità monetarie che la rete offre, ma più professionisti skillati che conoscano a fondo quali siano le best practices per la massimizzazione delle opportunità monetarie che la rete offre.
Insomma massima solidarietà a GIOCHI24  -un’azienda Sicura e con Concessione Governativa AAMS- che si è trovata suo malgrado ad essere oggetto di un affiliato DEM, non professionalmente brillante e competente nello sviluppare ciò che “dovrebbe” essere il suo core business.